JEAN-PAUL SARTRE E SIMONE DI BEAUVOIR: storia di un amore a contratto.

Lei, Simone de Beauvoir, classe 1908, scrittrice, filosofa e madre del femminismo francese.

Lui, Jean-Paul Sartre, classe 1905, uno dei più celebri pensatori del ‘900, filosofo esistenzialista, romanziere, drammaturgo, critico letterario e giornalista.

Uniti in una relazione atipica e consensuale, spesse volte celebrata quale nuovo paradigma dell’intesa moderna, i due enfants prodiges furono, a tutti gli effetti, i protagonisti di una storia d’amore sottoposta a contratto.

Ma, partiamo dall’inizio.

Il loro primo incontro si consumò tra le mura secolari della Sorbonne parigina. Colleghi di corso, dunque, poiché entrambi iscritti presso la facoltà di Filosofia, Simone e Jean-Paul si laureeranno a pieni voti nel 1928: lei aveva solo ventun’anni e lui ventiquattro, ma era già dotato di un raffinatissimo spirito critico e di un fascino fuori dal normale. Impossibile non notarlo.

E infatti, Simone, ragazza dell’alta borghesia,  dalla pelle chiarissima e lo sguardo sottile, fu travolta, quasi nell’immediato, dal magnetismo intellettuale di quello che, di lì a poco, sarebbe diventato il perduraturo amore della sua esistenza:

“Io ero intelligente, ma lui era un genio – scriverà la donna –  Sartre rispondeva esattamente ai desideri dei miei quindici anni: era il doppio in cui ritrovavo, portate all’incandescenza, tutte le mie manie. Con lui avrei potuto dividere tutto”.

Il giovane Sartre, dal canto suo, appariva sciatto, trasandato: indossava abiti senza cura, era basso, strabico e pure poco propenso all’igiene personale. Ma era stato in grado di sedurre e ammaliare Simone, la sua Castor: così aveva scelto di soprannominarla, sin dal primo sguardo d’intesa che le aveva riservato.

E, sulla scia alchemica di quel loro primordiale incontro, i due decisero di consolidare il proprio legame, dando vita ad una tra le più lunghe e tormentate relazioni nella storia della filosofia moderna.

Jean-Paul e Simone suggellarono il proprio amore sottoponendolo ad un vero e proprio contratto d’affitto, che si sarebbe rinnovato ogni due anni. E fu Sartre a determinarne l’assetto: Simone avrebbe dovuto accettare un rapporto di coppia “libero”, vale a dire, non esclusivo ed aperto alle novità. Né monogamia né menzogna. Il patto contemplava, inoltre, un paio d’anni di convivenza ai quali, poi, si sarebbero alternati altri due anni di separazione e di vita libertina. Ognuno di loro avrebbe avuto il diritto di interessarsi ad altre persone ma con l’obbligo di riferire ogni avventura adultera al proprio compagno.

Una clausola ben definita, infatti, era stata riservata a quella particolare concezione dell’infedeltà: la possibilità di intrattenere rapporti con altri uomini o con altre donne, era percepita come una sorta di dovere per entrambi, affinché i due potessero sottrarre la propria vita di coppia al tranello delle menzogne e delle ipocrisie del matrimonio borghese.

La loro, in definitiva, sarebbe stata una prova esemplare di amore «necessario» da intendersi quale «patto di vita», in cui  il rapporto di coppia, con la sua abituale monogamia, non avrebbe certo interferito o ostacolato le singole esperienze di vita dei due innamorati.

E, alla fine, Simone accettò il contratto ma, tra i due, fu certamente lei a soffrirne di più.

Lei che aveva fatto di tutto pur di sottrarsi all’oppressione coniugale a cui sembravano essere state destinate la donne: rifiutò il matrimonio, la maternità e la vita da domestica pur di non apparire come la schiava di un uomo. Eppure, non poté rifiutare quel patto di illusoria libertà che, a conti fatti, rivelandosi quale imposizione senza scrupoli e senza vie d’uscita, finì per somigliare, presto, ad una trappola letale per il libero arbitrio di cui era stata portavoce la sua esistenza.

Prendere o lasciare. Sartre, infatti, stando alle testimonianze di alcuni, non avrebbe mai potuto fare a meno di soddisfare il suo  appetito sessuale che per lui rappresentava un vero e proprio bisogno da sfamare.

 “Gli uomini non sono spiriti, ma corpi in preda al bisogno”. – affermava, infatti, Jean – Paul senza esitare.

E così, la vita dei “coniugi morganatici” trascorreva impetuosa: sullo sfondo, una calca inarrestabile d’amanti finì per affollare le loro pionieristiche esistenze moderne.

Ma, a queste condizioni, si può veramente parlare d’amore? È questa la domanda che ancora oggi attanaglia chi s’imbatte nella storia di questa relazione.

Eppure, per Sartre, non esistevano dubbi. E, infatti, mentre non disdegnava qualche ora in più da trascorrere con le sue amanti, così scriveva alla propria compagna:

La mia vita non appartiene a me solo. Voi siete sempre me, l’essere stesso del mio essere, il cuore del mio cuore”.

E alla fine Simone, tra alti e bassi, tradimenti, liti furiose e tra i compagni adulterini suoi e dell’altro, trascorrerà più di mezzo secolo al fianco di Sartre, accompagnandolo e sostenendolo sino al giorno della sua dipartita.

Era il 14 aprile del 1980: Castor, stordita dagli psicofarmaci, giacerà tutta la notte accanto al cadavere di colui che non fu mai suo marito, ma che amo alla follia e senza alcuna misura. 

Un ultimo bacio al compagno ormai morto l‘accompagnerà per i sei anni in cui vivrà definitivamente senza di lui:

La sua morte ci separa, definitivamente, e la mia morte non ci riunirà. Così è; ed è già bello che le nostre vite abbiano potuto tanto a lungo procedere all’unisono.

Oggi i corpi di Sartre e Simone, i due “amanti necessari”, sono sepolti insieme nel cimitero di Montparnasse, in un epilogo che forse, per la prima volta, li vede realmente uniti in una perfetta sincronia tra anime allineate.

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24 pensieri riguardo “JEAN-PAUL SARTRE E SIMONE DI BEAUVOIR: storia di un amore a contratto.

  1. La tua scrittura è furba e dinamica. Sai leggere quegli snodi che permettono al testo di correre veloce lungo il suo binario senza deragliare mai. Si può approfondire l’aspetto filosofico della coppia o quello amoroso, tu metti sul piatto entrambi “per dovere di cronaca” e lanci soltanto il seme, affinché germogli nei campi personali dei tuoi lettori, a seconda della sfere d’interesse che hanno. Visito solo da qualche giorno il tuo blog, ma ho una sensazione fissa ogni volta che lo apro: sei un passo avanti. Mi piace davvero molto. È come se avessi davanti materia che cammina, che può mutare ogni secondo perché è viva, ha uno spirito intrinseco. Complimenti ancora.

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    1. Claudio ti ringrazio molto per il tempo che mi hai regalato e nella lettura dei vari articoli e, soprattutto, nella stesura di questo tuo commento. Sapere che al di là dello schermo c’è qualcuno che apprezza ciò che scrivo mi riempie il cuore di gioia, anzi, ti dirò di più: sapere che in questa rete virtuale fatta di likeforlike e di views a pagamento, (r)esiste qualcuno che riesce ad apprezzare il lavoro di un altro, limpidamente, e senza secondi fini, mi fa credere che, forse, ancora del buono si può seminare e raccogliere in questo campo sterminato che è internet.
      Grazie, grazie davvero.

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      1. Be si in realtà mi aspetto immediatamente un tuo like a qualche mio post, il commento sopra è stato copiato da un vecchio sito. Scherzo 🙂 in realtà ti ho fatto i complimenti solo perché sono felice per la vittoria del Napoli. Scherzo ancora, ma non tantissimo ;). A presto! Aspetto con piacere il tuo prossimo articolo.

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      2. Condivido in toto e ribloggo il tuo emozionante post.
        Vicky

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      3. Grazie di cuore Vincenza. È la prima volta che mi capita e, non ti nascondo, che sono un po’ emozionata. Sono felice che ti sia piaciuto. Grazie per la lettura e la tua condivisione. A presto🌸

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      4. Sicuramente! 🌷🌷🌷

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  2. L’ha ribloggato su Vincenza63's Bloge ha commentato:
    Non ho resistito.
    Simone de Beauvoir e Jean-Paul Sartre sono una coppia “diversa” che mi ha sempre affascinato, fin dai tempi in cui al liceo leggevo “Memorie di una ragazza perbene” e intanto studiavo Sartre per filosofia.
    Ignoravo quei risvolti descritti nel post, anche se immaginavo ci fosse tra loro una relazione fuori dagli schemi, sia rispetto al loro tempo e quasi sicuramente anche al nostro.
    Buona lettura!

    Un caro saluto, sempre Vicky!

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  3. Ciao, ho scoperto il tuo post grazie a Vicky e mi sono ritrovata ai tempi del liceo… i miei anni del liceo risalgono alla fine degli anni Settanta, quindi puoi facilmente immaginare cosa volesse dire leggere di questo legame… Brava, ne hai saputo parlare con profondità e leggerezza, in ugual misura!

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    1. Grazie mille per l’apprezzamento e la lettura.🌸🌸

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  4. Grazie. Due pilastri, due esseri umani. Conservo l’articolo

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    1. Grazie a te Paola. Ti auguro una buona serata🌻

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  5. simone de beauvoir : nonostante la sua intelligenza viva, la sua cultuta, la sua spiccata sensibilità visse succube di un uomo come sartre…che francamente dopo averlo letto e riletto non è che mi mandi in deliquio. tanto da sacrificargli una vita. In pratica fu succube di un uomo, alla cui intelligenza nulla aveva da invidiare.Le donne , almeno per me, dovrebbero essere Donne, geni alla pari, se mai…ciauuu

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  6. Troppo avanti con i tempi.
    Belli i tuoi articoli.
    Ciao Flavia.

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    1. Grazie infinite e auguri di buon Natale (Anche se in ritardo!)

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      1. Grazie a te 🙂
        Buone feste Flavia.

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  7. fagocitanti e poco propensi al “dialogo”. Tutto deve essere come io credo che debba essere o come io decido che sia. Mi chiedo quanto l’artista possa essere diverso dall’uomo o quanto sia costretto a rinnegarlo per avere la forza di issare le basi del suo Credo. Resta il fatto che io ho amato Sartre cossiccome Picasso, Carmelo Bene, Diego Rivera ( la lista potrebbe allungarsi ulteriormente) capendo che forse, non ci sarebbe stata Illuminazione e Luce senza il nero più profondo. Un po’ come il Paradiso senza l’ Inferno, il Bene senza il Male.
    Buona giornata.

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  8. Ho inviato inavvertitamente; la prima parte è stata saltata una prima parte che ho aggiunto in modo veloce e ridotta.
    Mi dispiace, la prossima volta starò più attenta. 🙂
    Ciao.

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    1. Grazie mille per i commenti Gualina e auguri per l’anno che verrà.

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      1. Anche a te, Flavia. Ho cominciato a leggerti da poco con occhi curiosi, affamata di notizie e storie bellissime.
        Grazie.

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  9. Sartre,come Picasso, Genio. Tuttavia fa parte di quel genere di uomini […]

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